La Cucina Disagiata è un’associazione culturale nata da poco a San Donà di Piave. I fondatori sono nove persone molto diverse tra loro ma che hanno in comune una convinzione: la cucina è un luogo di incontro e di confronto che accoglie tutti e dove tutti possono stare bene.

Tutto quel che si può fare con una mela

Già conoscete Monica: appassionata di cucina, innamorata del territorio in cui vive, è convinta che tutti possono cucinare. Ora è seduta sul tavolo con in mano una mela, una bella mela rossa e gialla. La guarda, ci gioca: poi inizia a raccontare com’è nato il progetto de La Cucina Disagiata.

Qualche anno fa, in un momento di disagio professionale e personale, la passione per la cucina l’ha tenuta a galla (iniziando da una peperonata: ma questa è un’altra storia): è stato allora che Monica ha cominciato a pensare ad un progetto che permettesse anche ad altre persone di trovare rifugio, conforto e benessere in cucina. La scorsa estate ha condiviso l’idea con altre otto persone: un brainstorming che, nei mesi successivi, ha preso una forma più definita fino a diventare l’associazione La Cucina Disagiata.

Pensate a quante cose si possono fare con una mela: una torta, ad esempio. O un’insalata insolita, con i finocchi e le carote. E’ buona anche semplicemente mangiata a morsi, perchè no? Guardandola, possiamo anche chiederci da dove viene, chi l’ha coltivata e come è stata raccolta. La cucina disagiata, allo stesso modo, esplora il cibo, la cucina e il territorio da diversi punti di vista.

Quante cose puoi fare con una mela?

L’enogastronomia, ovviamente: conoscere quel che mangiamo, imparare a prepararlo, scoprire i prodotti del territorio e le tradizioni di altri paesi. La sostenibilità: capire cosa c’è dietro a quel che portiamo in tavola e usiamo tutti i giorni; riflettere sull’impatto che le nostre scelte hanno sull’ambiente; sperimentare nuovi modi di muoversi e viaggiare. Infine, il disagio: quello di chi non sa preparare neanche una pasta in bianco, di chi odia mangiare da solo, di chi, in compagnia, si sente sempre un po’fuori posto.

I magnifici nove

I fondatori de La Cucina Disagiata sono 9, iniziando da Monica, di cui ho già parlato nella primissima storia che ho raccontato in questo blog.

Poi c’è Elisa, psicoterapeuta di professione: con le sue “cene della felicità” scopriremo quanto è bello condividere la preparazione del cibo. Chiara, invece, è un’amante della natura: le piace camminare e sa tutto delle erbe spontanee e della maniera migliore per raccoglierle. Doris è la più fashion del gruppo: gestiva una cooperativa sartoriale e ci insegnerà ad essere più sostenibili e consapevoli delle nostre scelte in fatto di moda.

Jessica, invece, ama il territorio in cui vive e la cucina del ‘700: con lei riscopriremo antiche ricette e metodi di preparazione del cibo dimenticati. Nicolò invece è un agronomo appassionato di servizio a tavola: alzi la mano chi sa servire perfettamente a tavola senza scomporsi mai. Nessuna mano alzata? Bene, con lui saremo tutti un po’meno imbranati.

La cucina è anche viaggio e scoperta di nuovi sapori: ne è convinta Margherita, che pensa che il cibo sia il modo migliore per viaggiare. La pensa allo stesso modo Marco, che ci aiuterà a riproporre a casa le ricette della cucina internazionale.

Infine Patrizia, esperta di vino e sommelier, ci farà conoscere i viticoltori disagiati del territorio e ci coinvolgerà in degustazioni alla portata di tutti, senza snobismi da primi della classe.

Gli appuntamenti in programma

Il primo appuntamento organizzato dall’Associazione è lo Swapping Party del 9 novembre, guidato da Doris: scambiare gli abiti che non si usano più e portare a case vestiti da indossare come se fossero nuovi. Vi piace l’idea?

Il 20 novembre, Elisa e Monica proporranno la cena della felicità: ciascuno porterà un ingrediente e si racconterà un po’, poi gli ingredienti verranno utilizzati per preparare la cena, tutti inseme.

Il programma di eventi per il 2019

Tra novembre e dicembre ci saranno anche le serate di cucina sostenibile, ognuna con un tema diverso: i prodotti stagionali, la vasocottura, i prodotti del Basso Piave.

Molti altri eventi verranno organizzati da qui a fine anno: per essere aggiornati seguite la pagina Facebook de La Cucina Disagiata alla sezione eventi. La partecipazione ai primi appuntamenti è riservata ai tesserati: la tessera di socio ordinario, valida per tutto il 2020, costa 10 €, quella di socio sostenitore 50 €. Il tesseramento è aperto e per iscriversi basta contattare l’Associazione: fatelo subito per non perdere nessun evento!

Un progetto più grande

La Cucina Disagiata, però, ha un progetto a lungo termine più bello ed ambizioso: creare una cucina sociale a San Donà. Una cucina che offra opportunità di lavoro soprattutto alle donne: quelle disoccupate, magari perchè hanno perso il posto e non riescono a ricollocarsi; quelle che hanno difficoltà a conciliare figli e lavoro e cercano un’occupazione che le aiuti a farlo; donne straniere, che sono arrivate qui e fanno fatica ad inserirsi.

Una cucina sociale collegata al territorio, che lavori con gli esuberi alimentari delle aziende, che produca conserve, prepari pasti per i lavoratori, offra magari servizi di catering per eventi: i dettagli sono ancora da definire, ma l’obiettivo è chiaro.

La dispensa disagiata

Per sostenere le attività e i progetti de La Cucina Disagiata, oltre a tesserarsi, si possono acquistare con un’offerta libera i prodotti della Dispensa Disagiata: conserve, marmellate, sali aromatici e molto altro preparati con materie prime in esubero provenienti dalle aziende agricole del territorio.

Buona, green e accogliente: tutto il bello della cucina e molto altro è La Cucina Disagiata!

Link utili:

Facebook: http://www.facebook.com/lacucinadisagiata/

Instagram: http://www.instagram.com/cucinadisagiata/

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