Ho scritto un libro“: è così che Elisabetta Lecchini annuncia sul suo profilo Facebook l’uscita de “Il profumo dei campi“, il suo ricettario dedicato alla cucina dei Monti Sibillini. Un annuncio semplice e diretto per un progetto di solidarietà concreta: il ricavato delle vendite del libro, infatti, sosterrà progetti di ricostruzione nelle zone dell’Italia centrale devastate dal sisma del 2016.

Bisogna fare qualcosa

Tre regioni che si incontrano, un paesaggio incredibilmente vario, una terra ricca di storia e leggende: è l’area dei Monti Sibillini, tra Umbria, Marche e Lazio. Nel 2016 due scosse di terremoto, la prima ad agosto, la seconda ad ottobre, colpiscono la zona e la sua gente.

Tutte e due le volte Elisabetta viene a sapere del sisma mentre è in montagna: ama la natura, è una delle sue due grandi passioni. Qual è l’altra? Elisabetta adora cucinare, al punto tale da lasciare il suo lavoro come educatrice di comunità per seguire il sogno di lavorare nel mondo della cucina, iniziato nel 2013 con il blog Lilli nel paese delle stoviglie.

Dopo il terremoto Elisabetta fa passare un po’di tempo: sa bene che nelle prime settimane intervengono i soccorritori esperti, gli addetti ai lavori, ed è giusto così. Poi decide di partire per dare una mano sul campo, ma la cosa si rivela più difficile del previsto: intoppi burocratici, tanti “lascia stare”, tempi lunghi. “Mi sarei adattata a fare qualunque cosa: spalare terra, sbucciare cipolle, giocare con i bambini: dopotutto, lavorando in comunità, ero abituata ad avere a che fare con le persone”.

Foto delle Ciambelline al vino cotto, un piatto tipico della Cucina dei Monti Sibillini
Ciambelline al vino cotto, un piatto tipico dei Monti Sibillini (Credit: Anna Daverio)

Elisabetta non si arrende e inizia ad organizzare cene a casa sua, a Milano, invitando amici e conoscenti e chiedendo loro di spargere la voce: il ricavato delle serate andrà alle aree colpite dal terremoto. “L’adesione è stata impressionante: 90 partecipanti in neanche tre mesi, tra novembre 2016 e gennaio 2017. A volte conoscevo solo due o tre delle persone sedute a tavola: il resto erano amici di amici o estranei che avevano saputo della mia iniziativa e volevano contribuire”.

Il profumo dei campi

Ad aprile 2017 Elisabetta parte per la Valnerina per consegnare la somma raccolta: lì si rende conto che la situazione è ancora più drammatica di quanto appare negli articoli e nei servizi che TV e giornali dedicano all’accaduto.

Il primo pensiero: “Non basta: non può finire così”. Il secondo: “Sì, ma cosa posso fare?“. L’idea di scrivere un libro arriva quasi subito. Elisabetta inizia a dare voce alle storie di aziende e prodotti del territorio (un po’come Fatti Raccontare..) ma ben presto si rende conto che è un progetto difficile da portare a termine: nell’area dei Monti Sibillini ci sono oltre 10.000 aziende agricole, sceglierne una vuol dire escluderne altre, e poi c’è il problema della distanza, le interviste al telefono…

E’già passato più di un anno e molti avrebbero deciso di lasciar perdere: Elisabetta, però, non è una che molla. Riprende in mano l’intero lavoro e cambia impostazione: scriverà un libro con le ricette tipiche della cucina dei Monti Sibillini, che ormai conosce bene.

Questa volta, però, decide di farsi aiutare: chiama a raccolta 13 food blogger e chiede a ciascuna di reinterpretare una ricetta tradizionale della cucina della zona. Molte di loro vengono proprio dalle aree colpite dal sisma e tutte rispondono con entusiasmo all’invito di Elisabetta.

La pecora in Callara (Credit: Anna Daverio)

Nasce così “Il profumo dei campi“, un libro con 20 ricette tipiche della cucina dei Monti Sibillini, dall’antipasto al dolce, più 13 proposte delle food blogger coinvolte da Elisabetta. Che ha inserito nel libro anche aneddoti e leggende del territorio, oltre a presentare le tradizioni gastronomiche locali e i prodotti più conosciuti: lo zafferano, il tartufo, l’arte della norcineria…

Affascinante come la terra

La cucina dei Monti Sibillini è affascinante come la terra da cui proviene: un paesaggio mutevole, ricchissimo di specie e varietà a volte uniche. Sono state le persone che Elisabetta ha incontrato a trasmetterle l’amore per il loro territorio: “E’merito loro, della loro disponibilità e della passione immensa per la loro terra se ho potuto scrivere questo libro“.

La copertina de “Il profumo dei campi” (Credit: Elisabetta Lecchini)

Nelle pagine de “Il profumo dei campi” l’italiano si mescola al dialetto nei nomi e negli ingredienti delle ricette: come la pecora cotta in callara, il paiolo di rame, un piatto povero legato alla transumanza stagionale delle greggi.

Alcune ricette, poi, sono preparate con ingredienti che crescono solo nell’area dei Monti Sibillini, come la Roveja, una varietà di pisello selvatico. La farina di Roveja è la base per preparare la Farecchiata, un piatto tipico dell’Umbria insaporito con olio, aglio e acciughe: “Me ne sono innamorata al primo assaggio” racconta Elisabetta.

Foto della Farecchiata, ricetta tradizionale della cucina dei Monti Sibillini preparata con farina di Roveja, aglio, olio e acciughe
La Farecchiata (Credit: Anna Daverio)

Le foto che accompagnano le ricette – alcune le vedete in questo articolo – sono di Anna Daverio, fotografa e fotoreporter. “Il set è stato allestito a casa mia” racconta Elisabetta “Cucinavo sette piatti alla volta, per ridurre il numero delle sessioni fotografiche“.

Per cucinare ci vuole cuore

Cucinare per Elisabetta vuol dire dedicare del tempo a prendersi cura di qualcuno: cucinare per gli ospiti, preparare il pranzo per la propria famiglia… anche un single abituato a mangiare da solo si prende cura di sé, cucinando come si deve. Il cibo crea incontri e riunisce attorno alla tavola persone diverse che condividono gli stessi bisogni: mangiare, stare insieme, raccontare e raccontarsi. E’ proprio dall’incontro con la gente dei Monti Sibillini, con le loro storie e con la loro cultura che nasce “Il profumo dei campi”.

Il libro costa 17 € più le spese di spedizione. Se volete acquistarlo potete contattare Elisabetta attraverso la sua pagina Facebook o su Instagram: trovate i link in fondo all’articolo. A cosa servirà il denaro raccolto? Elisabetta non ha ancora deciso a quali progetti destinarlo, anche se le piacerebbe poter sostenere un progetto in ciascuna delle tre regioni colpite. Una cosa è certa, però: chi contribuirà verrà informato sulla destinazione finale della somma e riceverà la copia della ricevuta emessa dai beneficiari. “E’ una questione di trasparenza e serietà” spiega lei “e ci tengo molto“.

“Cucinare suppone una testa allegra, uno spirito generoso e un grande cuore”: la citazione di Gauguin che Elisabetta ha scelto per il suo blog calza a pennello al suo modo di intendere la cucina e al progetto che ha voluto portare avanti. Seminare, coltivare, aspettare: ora è tempo di raccogliere.

Link utili:

Blog: https://lillinelpaesedellestoviglie.it/

Facebook: https://www.facebook.com/lillinelpaesedellestoviglie/

Instagram: https://www.instagram.com/la_lillotta/

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