“Signore e signori, è di scena il vintage”. Per raccontare l’Armadio di DiLe e i suoi capi di abbigliamento vintage ci vorrebbe davvero un presentatore d’altri tempi: sorridente e garbato, ma brillante quanto basta per catturare subito l’attenzione del pubblico. Perché i vestiti dell’Armadio di DiLe sono così: uno sguardo, una strizzata d’occhio, e sei già fregata: “Lo voglio!”.

Il viaggio, la ragazza e l’armadio

DiLe sta per Diletta, una ragazza di Anzio con un sorriso contagioso e un’immensa passione per la moda e l’arte. A nemmeno sei anni già disegnava i modelli per le sue Barbie, cucendo con ago, filo e creatività: la stessa creatività che la porta a scegliere l’Accademia di Belle Arti di Roma, dove studia pittura e poi arte per la terapia.

Diletta e il suo sorriso (Credit: l’Armadio di DiLe per tutte le foto inserite)

Un paio di anni fa, Diletta torna da un lungo viaggio. Si dice che ogni cento metri il mondo cambia: immaginate quanto grande possa essere la voglia di cambiamento di una ragazza che, dopo aver viaggiato in lungo e in largo, si ritrova di nuovo davanti alla porta di casa. O, per essere più precisi, davanti alla porta dell’armadio di casa. Ripulire, lasciar andare, liberarsi di abiti, ricordi ed emozioni: l’armadio è il primo angolo ad esser preso di mira. Non un metodico decluttering, ma un vento di rinnovamento che passa e trasforma.

Ed ecco l’armadio…

Tra le ante e gli scaffali Diletta trova un bellissimo abito verde, praticamente nuovo. Un po’ per gioco, un po’per curiosità, decide di metterlo in vendita su internet: lo acquista una ragazza, quasi subito. Diletta ci riprova con altri vestiti del suo vecchio guardaroba e riesce a piazzarli online in pochissimo tempo.

Un’idea inizia a prendere forma: “E se invece di vendere i vestiti che non uso più proponessi capi di abbigliamento vintage?”. Nasce così “L’Armadio di DiLe”, una vetrina online che spazia dagli anni ’50 ai pirotecnici anni ’80.

L’abbigliamento vintage? È una caccia al tesoro!

Diletta gioca con gonne, abiti e stoffe: li indossa, li mostra nei dettagli, li racconta con foto, video e allestimenti curati. La sua pagina trabocca di colori e fantasia, ma dietro ogni capo ci sono una continua ricerca e uno studio preciso del contesto da cui proviene. Diletta passa al setaccio mercatini, negozi e boutique per trovare i pezzi unici che propone: “Quando trovo un vestito o una camicia tra le bancarelle di quartiere o tra gli scaffali di un negozio mi emoziono: sento letteralmente le farfalle nello stomaco”, confida.

Poi, però, inizia l’esame della merce, con cura maniacale: la stoffa viene distesa e lisciata, la fodera e le cuciture controllate centimetro per centimetro. “Devo essere sicura che i capi di abbigliamento vintage che scelgo siano in ottime condizioni, prima di acquistarli per le mie clienti”. Per lo stesso motivo, Diletta fotografa e descrive ogni pezzo nei dettagli, soffermandosi sui particolari, sulle finiture, sulle chicche difficili da notare.

A volte si trova di fronte ad un vestito o ad un accessorio particolare: un abito di Luisa Spagnoli, ad esempio, o una borsa di Barantani. Allora approfondisce la storia dell’azienda, le lavorazioni, i modelli dell’epoca: informazioni che servono a descrivere meglio ciascuna proposta, valorizzandone i pregi senza barare. Nell’Armadio di DiLe tutto è come appare: nessun trucco, nessun inganno.

Il settore dell’abbigliamento vintage è competitivo, specie online: Diletta ha scelto la cura del dettaglio e la trasparenza. Le clienti devono sapere cosa acquistano, sicure della loro scelta: e a giudicare dagli scatti sorridenti che mandano a Diletta dopo l’acquisto, la strategia è quella giusta.

Viaggiare in altri mondi

“Un giorno un’amica, parlando della mia attività, mi ha detto “Tu viaggi in altri mondi”. Vero, ma c’è di più: Diletta vuole che chi visita il suo spazio online la accompagni nel viaggio. Per questo nella pagina Facebook de “L’Armadio di DiLe”, oltre alle foto che mostrano i vestiti in vendita, ci sono post che parlano d’arte da Warhol a Mirò, scatti del passato, fotogrammi di pellicole d’epoca.

Come Mirò…

Uno degli ultimi pezzi proposti è un bellissimo costume nero degli anni ’50: sono gli anni del boom economico, la guerra è finita e le persone hanno voglia di stare insieme, tornando a godersi la vita e il sole. Forse proprio per questo i costumi valorizzano le linee del corpo femminile, sottolineandole nei punti giusti con eleganza e un pizzico di seduzione. Diletta ce lo racconta nei suoi post con le immagini dell’epoca e il pensiero va subito a Marilyn, a Sophia Loren, a Audrey Hepburn.

Per lei, ogni vestito parla: “Spesso provo ad immaginare la storia di un abito o di una camicia, e in alcuni casi fortunati vengo a conoscerla dai discendenti di chi l’ha indossato”. Racconti di famiglia, delusioni, gioie, appuntamenti: un vestito li porta con sé come un eredità preziosa. Forse ogni capo d’abbigliamento vintage è un pezzo unico non solo perché non ce n’è un altro uguale in circolazione, ma proprio perché la storia che racconta è irripetibile.

La sostenibile bellezza del vintage

Una storia che è destinata a continuare insieme a quella della persona che lo acquista: qualcuno che, scegliendo un abito vintage, esprime la propria personalità. Non è solo un questione di stile: “È come se facessi da tramite tra persone di epoche e mondi diversi” racconta Diletta, “un aspetto del mio lavoro che mi affascina da sempre”.

Un altro elemento che piace a Diletta – del tutto in linea con il suo modo di essere – è la sostenibilità. In un settore come quello del fashion, in cui l’85% dei capi prodotti finisce in discarica non appena si rovina o passa di moda, l’abbigliamento vintage propone il recupero e il riutilizzo degli abiti, riducendo l’impatto sull’ambiente.

Tutti i capi de L’Armadio di DiLe hanno attraversato epoche diverse resistendo alla prova del tempo: segno inconfondibile di qualità e ottima fattura. Sicuramente molti sono vestiti indossati in occasioni speciali: l’abito buono, la camicia della domenica. Forse è proprio per questo che, scorrendo i post e le immagini, si respira un’aria di gioia e di festa.

E poi, Diletta ci mette del suo, curando ogni confezione con minuscoli dettagli e piccole sorprese per chi la riceverà: una coccola, un lavoro fatto con cura e attenzione. Anche il motto del suo progetto è un invito a sentirsi a proprio agio e a coccolarsi: “Véstiti d’amore!”. Dovremmo ricordarcene ogni mattina aprendo l’armadio: con lo stesso sorriso DiLe.

Link utili:

Facebook: https://www.facebook.com/LarmadiodiDiLe/

Instagram: https://www.instagram.com/armadiodidile/

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