Le collane di bottoni di Chiara, alias Chimajarno, sono aggregazioni di bottoni da indossare: ognuna porta con sé ricordi e racconti, aggregati con una tecnica precisa e minuziosa.

Ognuno di noi ha un suo tesoro nascosto: un libro con dedica, un vinile originale, una collezione di bambole. Il tesoro nascosto di Chiara è una vecchia scatola di alluminio: è da qui che nascono le prime collane di bottoni di Chimajarno, nella casa – laboratorio di San Stino di LIvenza.

Un tesoro ereditato

Chiara cresce con i nonni, ed è proprio la nonna a regalarle una scatola colorata piena di bottoni di tutte le dimensioni: conosce bene sua nipote e sa che da quei bottoni nascerà qualcosa.

Chiara si trova tra le mani quei dischetti di plastica, di metallo, di resina: tuffa le mani dentro la scatola come farebbe un bambino, li lascia scorrere tra le dita. Cosa farne? Inizia a realizzare collane, intrecciando, annodando, sovrapponendo: i primi tentativi per lei, le collane per le amiche, poi i mercatini.

E’a questo punto che succede qualcosa di inatteso e bellissimo: i clienti indossano le collane di bottoni di Chiara e ci si ritrovano. “Questi bottoni mi fanno pensare a quella volta che mio figlio…”Proprio lo stesso colore di quel vestito che…”

Un bottone racconta, riportando alla luce ricordi ed emozioni: sono le persone a rendersene conto per prime e a trasportare le collane di Chiara nel loro mondo, nel loro universo personale di relazioni, stati d’animo, avvenimenti. Non più solo ornamento, ma espressione di un modo di essere, di un modo di vivere.

Piccoli frammenti di vita

Immaginate per un istante il viaggio di un singolo bottone: cucito sul vestito primaverile di una ragazza che lo indossa al primo appuntamento, diventa un bottone per il maglioncino della sua bimba (chi è il papà? Beh, a quel primo appuntamento ne sono seguiti molti altri…). La signora che lo indossa ora, in una splendida collana vede smeraldo, sta dicendo: “Questi bottoni somigliano a quelli che mia madre usava per chiudere i miei golfini della festa“.

Le collane di bottoni di Chiara nascono da piccoli frammenti di vita, intrecciano ricordi, collegano storie lontane nello spazio e nel tempo. Lei lo sa bene, per questo realizza i suoi gioielli con rigore: una tecnica estremamente precisa, fatta di intrecci, conteggi, matematica. I fili sono continui, senza cesure: mezzo millimetro basta a fare la differenza, spostando gli equilibri e cambiando il risultato finale.

Alcune delle creazioni di Chiara (Credit: Chimajarno)

Ogni creazione è un pezzo unico, e non potrebbe essere altrimenti, perchè l’alchimia di circostanze e relazioni che lo ha fatto nascere è irripetibile. Per questo Chiara fotografa le sue collane, le identifica con un numero progressivo, le cataloga con cura (qui trovate la sua vetrina online).

Vedere con altri occhi

Frammenti, aggregazioni, coincidenze. Anche il nome che Chiara ha dato al suo progetto è un’ aggregazione: nasce dalle sillabe iniziali dei suoi tre nomi di battesimo, Chiara, Martina e Jarno, scelto dal padre in onore del pilota Jarno Saarinen. Chi-ma-jarno.

Una coincidenza, invece, la porta a collaborare con mostre, spazi espositivi e musei. Nel 2009 un ragazzo scopre le collane di bottoni di Chiara su My Space, lo spazio virtuale più usato dagli artisti in quel periodo: in molte creazioni ritorna la forma del cuore. Il ragazzo altri non è che il curatore della mostra “Echi di battiti“, una temporanea centrata proprio sul tema del cuore e organizzata in un ex cementificio vicino a Rimini: contatta immediatamente Chiara, insiste e la convince a partecipare.

Da quel momento, lei inizia a vedere il proprio lavoro con altri occhi: le sue “aggregazioni di bottoni“, come ama definirle, diventano uno strumento per tradurre richiami e contaminazioni. Così nel 2015, l’anno dell’Expo, Chiara prende parte alla mostra “Paesaggi della gola – la costruzione di un gusto”, allestita alla galleria comunale di arte contemporanea di Portogruaro: il tema è il cibo e lei presenta una collana di bottoni edibili realizzati con la pasta della pizza e tenuti insieme dallo spago da cucina.

“Percorsi”, creata per la triennale di Milano
(Credit: Chimajarno)

Nel 2016, invece, partecipa alla Triennale di Milano, proponendo una lunga collana che termina con bottoni ricoperti di vinile, un materiale leggero e durevole, riciclato a nuovo. Chiara chiama la sua creazione “Percorsi“: i bottoni si aggregano e si distendono come orme di passi su una strada. Lei ne parla così: “Questo mio percorso è la mia ricerca di costruzione di un’identità, è la mia necessità di espressione, è la mia prospettiva di un’artigianalità con occhi diversi“.

In viaggio tra cammini e storie

“Percorso” è sinonimo di viaggio e Chiara è una viaggiatrice: le sue collane di bottoni vengono esposte in Francia, Olanda, Austria e in molti altri paesi. Ovviamente lei le accompagna, prendendosi anche il tempo per conoscere le città e i luoghi che visita.

Di più, Chiara è una camminatrice: anzi, una caminante, come si definisce lei usando una bellissima parola spagnola. A 39 anni sente il bisogno di stare un po’ da sola e decide di percorrere il Camino de Santiago: un viaggio di due mesi, un percorso fisico, emotivo e spirituale:Lungo la strada mi capitava spesso di trovare bottoni per terra, come se qualcuno mi stesse facendo capire che ero nel posto giusto“. Dopo quell’esperienza, Chiara non si ferma più: camminare per lei è gioia, condivisione, ricerca (qui trovate i suoi racconti di viaggio).

Installazione per il progetto “Aggregare ricordi”, Torre di Mosto
(Credit: Chimajarno)

Qualche anno fa Chiara dà avvio ad un piccolo, straordinario progetto: invita le persone a consegnarle un bottone, accompagnandolo con una storia o una frase. Il risultato è un prezioso raccolto di ricordi ed emozioni: “Storie bellissime, racconti che mi hanno commosso, grandi sorprese: come quando dal Museo del Bottone di Santarcangelo di Romagna mi è arrivato il set di bottoni della giacca che Enzo Tortora indossava a Portobello“. Nel 2017 il progetto “Aggregare ricordi” ha preso la forma di due installazioni esposte a Torre di Mosto e Giavera del Montello: tutti i bottoni sono fotografati e catalogati, con la cura di chi custodisce qualcosa di prezioso per far sì che non si perda.

Ora, per i 10 anni di attività di Chimajarno, Chiara intende ampliare ancora il suo progetto. Volete collaborare? Contattatela: lei aspetta le vostre storie di bottoni, per scrivere la prossima favola.

Link utili:

Sito web: https://chimajarno.com/

Facebook: https://www.facebook.com/chimajarno/

Instagram: https://www.instagram.com/chimajarno/

Vetrina online (con i contatti di Chiara per informazioni e acquisti): https://chimajarno.tumblr.com/

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