Elisa realizza i suoi quadri e le sue magliette dipinte a mano a San Vito al Tagliamento. Le sue creazioni accompagnano chi le sceglie nel mondo dei grandi, per continuare il loro viaggio in punta di piedi

Che siano le sue magliette dipinte a mano oppure i suoi quadri, per Elisa dipingere è una necessità: un percorso che parte da lontano, attraversando una soffitta incantata che profuma di olio di lino e racconti, passando per i dintorni del museo Guggenheim di Venezia e toccando tutte le regioni d’Italia, girata in lungo e in largo.

Il Rinascimento in soffitta

Sono orgogliosa di essere nata in un fazzoletto di terra che, per secoli, ha insegnato al mondo cos’è la bellezza: è la nostra eredità“. L’intervista è iniziata da neanche cinque minuti e lei se ne esce con questa frasetta da niente. Elisa è così: parla di arte, filosofia, cultura, con la semplicità di chi chiacchiera davanti ad un caffé. Non c’è da stupirsi, perchè l’arte è una presenza costante nella sua vita: il padre dipingeva e lei fin da piccola accompagnava la sorella maggiore nelle sue visite a mostre e musei.

Ai tempi delle scuole elementari Elisa conosce Aldo Mori : maestro elementare e Maestro d’Arte, ospita i bambini nella soffitta di casa. “In quella stanza aveva fatto rivivere una piccola bottega rinascimentale: quattro alla volta, sotto la sua guida sperimentavamo l’uso dei colori e le diverse tecniche pittoriche. Mentre dipingevamo si chiacchierava di tutto: facevamo domande sulla storia, sull’arte, sulla vita. Lui raccontava e spiegava, e noi ascoltavamo senza stancarci mai“.

Imparare a dipingere nella piccola soffitta diventa magia. Bambini e ragazzi usano ingredienti dai nomi strani, come quelli di un filtro incantato: tuorli d’uovo e olio di lino per preparare i colori, bolo d’Armenia per fissare la foglia d’oro sulla tela. Elisa lavora con Aldo Mori per dieci anni. A diciotto anni annuncia al Maestro che copiare le opere dei grandi artisti non le basta più: “Voglio fare qualcosa di mio”. “Sono contento” risponde lui “Ma vienimi a trovare“.

E il viaggio continua

Un pittore amico del padre le cede metà del suo appartamento e Elisa inizia a dipingere quadri tutti suoi. Ama sperimentare e utilizza materiali diversi per le sue opere: “Più che le colorerie, adoro i consorzi agrari”, spiega ridendo. Lì trova sabbie, tessuti grezzi, fili naturali da usare sulla tela.

Elisa si iscrive a Lingue e Letterature Straniere, scegliendo l’indirizzo artistico: frequenta l’università a Venezia e inizia a creare magliette dipinte a mano dedicate alle opere dei grandi pittori del ‘900. Le è sempre piaciuto provare nuove superfici su cui far scorrere il pennello e il cotone, morbido e naturale, fa al caso suo.

Vicino al Museo Guggenheim si imbatte per caso nella bottega artigiana di Paola, una stilista che realizza a mano maglie e vestiti ispirati a quadri e opere d’arte, per una clientela esclusiva ed esigente. Le propone di provare a vendere nel suo negozio qualcuna delle magliette che dipinge e la collaborazione funziona (a proposito, Elisa è tuttora disponibile a collaborare con negozi interessati a proporre le sue creazioni).

Un giorno la ragazza entra in bottega e Paola, tra un cliente e l’altro, le dice “Sai, oggi è passato David e ha preso una delle tue magliette“David chi?” chiede Lei “David Bowie”. Elisa racconta l’episodio con il rammarico di non averne le prove: “Bowie era un habitué, e Paola quel giorno non si è presa la briga di scattargli una foto”.

Entrare in punta di piedi

Dopo l’università continua a dipingere e lavora come accompagnatrice turistica per un’agenzia di viaggi, percorrendo l’Italia da nord a sud, innamorata delle sue meraviglie. Arriva il primo figlio, poi il secondo: Elisa si trasferisce a San Vito al Tagliamento e il ritmo di vita cambia. Preparare i colori, tendere la tela, far decantare le emozioni è un rito che richiede tempo: Elisa si dedica più raramente ai suoi quadri e riprende a creare magliette dipinte a mano, colore su cotone (le potete vedere sui suoi profili Facebook e Instagram).

Per le sue magliette si ispira alle opere dei grandi artisti dell’ottocento e del novecento, quando l’arte si svincola dai committenti e pittori e scultori e iniziano a mantenersi da soli: più poveri, meno protetti, ma finalmente liberi di esprimere se stessi. E lo dichiarano pure, sfacciati e orgogliosi, con i manifesti delle avanguardie che proclamano la loro visione dell’arte e del mondo.

E’Elisa a scegliere i soggetti. Prima di iniziare a dipingere, però, legge le parole che gli artisti hanno lasciato: i diari di Gauguin e Frida Kahlo, le lettere di Van Gogh al fratello Theo. E’ una maniera per entrare nel loro mondo privato, in punta di piedi, avvicinandosi alle loro emozioni e al loro modo di sentire.

La dittatura della bellezza

Le mie magliette non sono copie delle opere a cui scelgo di ispirarmi: vogliono evocare, suggerire, non riprodurre. Per questo tendo l’orecchio ai racconti dei grandi: li ascolto, mi ascolto e poi inizio a dipingere“. Elisa entra nel loro mondo bussando piano, attenta e rispettosa: si avvicina in punta di piedi ad un viaggio che non è il suo, ma che lei in qualche modo fa continuare.

Chi sceglie le sue magliette dipinte a mano prende posizione, rifiuta di uniformarsi a regole e mode e annuncia la bellezza: ci vuole coraggio per metterle, per portare sulla pelle l’esperienza di un artista che si fonde con le espressioni e i gesti quotidiani di chi le indossa.

Elisa racconta la sua idea di bellezza, la forza che genera sentimenti ed emozioni nobilitando e l’essere umano: “Mi piacerebbe contribuire a ristabilire la dittatura della bellezza, dice sorridendo. Un paradosso, una provocazione da artista che però spiega perfettamente la sua visione del mondo: diffondere l’amore per tutto ciò che è bello, accogliendo e rispettando la diversità delle espressioni e dei punti di vista.

Link utili:

Facebook: https://www.facebook.com/elisa.bortolusso.1

Instagram: https://www.instagram.com/bortolussoelisa/

Lascia un commento