Davide al lavoro (Credit: Natascia Torres – Questa non poteva essere di Davide!)

Pass, tele, pit (che io pensavo si scrivesse con due “t”): o si parla di un pilota di formula uno o… di un fotografo di concerti! Avete indovinato, è la seconda: per intervistare Leclerc devo fare ancora un po’di strada, ma per incontrare una persona fantastica come Davide Carrer, fotografo di professione specializzato in concerti ed eventi, mi è bastato fare qualche chilometro e arrivare a Ceggia, in provincia di Venezia.

I primi passi

Entrare ai concerti delle star, lavorare a pochi passi dai grandi musicisti, incontrarli nel backstage. Fantastico, vero? Eppure il lavoro di un fotografo di concerti è molto più complicato di quello che sembra e richiede fatica, esperienza e lavoro.

Davide fino a pochi anni prima di iniziare a fotografare stava dall’altra parte: lui, insieme al suo gruppo musicale, si esibiva sul palco. La formazione si scioglie, come succede a volte, e Davide mette da parte la chitarra: non la passione per la musica, però. Quando va ai concerti ha sempre con sé una macchina fotografica, per portarsi a casa con uno scatto un po’dell’atmosfera del live.

Inizia a seguire i concerti dei gruppi locali e nel 2009 fotografa i Rumatera: pubblica uno scatto ben riuscito su Facebook, e la band commenta e ringrazia. Davide risponde: “Quando sarete su un palco importante, voglio essere lì con voi”. Nello stesso anno un suo caro amico è accreditato come fotografo al Rock & Doc, a Noventa di Piave: Davide lo accompagna e fotografa da dietro le transenne. È lì che capisce di voler arrivare sotto il palco, dove ci sono i fotografi accreditati.

I Rumatera (Credit: Davide Carrer)

Inizia a studiare, si esercita e manda i primi lavori a festival e webzine per farsi conoscere. Nel 2010 ottiene il primo accredito come fotografo ufficiale all’Isola della Musica di Pasiano: sul palco, tra gli altri, c’è Nina Zilli. È anche l’anno della prima edizione dell’Home Festival, a Treviso, un evento a cui Davide è particolarmente affezionato. Riesce ad accreditarsi e da allora partecipa a tutte le edizioni, crescendo insieme alla manifestazione.

Come diventare fotografo di concerti

Non è facile emergere nel suo settore: Davide Carrer ha iniziato fotografando gli amici che suonavano al pub, poi ha seguito alcuni palchi minori ai festival, cominciando a farsi notare. La concorrenza però è tanta, anche ora che Davide è un fotografo conosciuto: ci sono i professionisti, ma anche i fotografi amatoriali che riescono a farsi accreditare, cedendo gratuitamente le foto alle webzine pur di vedere un concerto senza pagare il biglietto.

Per diventare fotografo di concerti non bastano teleobiettivi e macchine professionali: serve esperienza, capacità di valutazione e rispetto per il lavoro altrui. E tanta, tanta gavetta. Che a Davide non è certo mancata, ad esempio quando ha seguito per qualche stagione una struttura del nord est dove suonano i grandi nomi della musica nazionale ed internazionale.

I pass di alcuni degli eventi dove Davide Carrer ha lavorato come fotografo di concerti accreditato
(Credit: Davide Carrer)

Lì, ha imparato che un fotografo di concerti non si limita a scattare da sotto il palco, ma fotografa la location, il pubblico, il posizionamento degli sponsor. E che i tempi di consegna imposti da agenzie di comunicazione e management sono sempre più veloci. Chiedono le foto per la mattina successiva al concerto? Davide lavora fino all’alba alla postproduzione. “Se fotografi un artista che il giorno dopo ha un’altra data a Milano o a Roma e non consegni subito, le tue foto sono già vecchie”. A volte gli dicono di mandare le fotografie così come sono. Davide però non ci sta: vuole che il lavoro sia fatto bene, perché parla di lui, del suo stile e del modo che ha di intendere la sua professione. E allora, via di postproduzione, anche se deve lavorarci di notte.

Le difficoltà di un fotografo di concerti

Davide è così preciso e appassionato che ricorda non solo gli eventi a cui ha partecipato e l’anno in cui si sono svolti, ma perfino le canzoni che gli artisti suonavano quando lui era sotto il palco a fotografare. Piccola nota: sapete che il tempo che i fotografi accreditati hanno a disposizione è molto poco? Spesso solo il tempo di tre canzoni, o 15 minuti contati: poi si viene allontanati.

Ci sono concerti in cui l’area tra sotto il palco e le transenne, il famoso “pit”, è particolarmente difficile da gestire: spazi limitati, tanta gente, e magari una serata in cui i musicisti non stanno fermi neanche a pagarli. È lì che entrano in gioco l’esperienza, la capacità di cogliere l’attimo, la sintonizzazione perfetta con la musica che permette di anticipare i movimenti dell’artista. “Non è semplice gestire le diverse situazioni”, racconta Davide “Ma in fondo anche questo mi piace nel mio lavoro: mi adatto alle condizioni e all’ambiente e cerco di dare agli scatti la mia impronta, il mio stile“.

(Credit: Davide Carrer)

Se già di per sé è difficile fotografare in una situazione del genere, figuriamoci coordinare un team: eppure, Davide ci è riuscito. Durante le varie edizioni dell’Home Festival, a Treviso, è arrivato a gestire una squadra di dodici fotografi: compiti e ruoli da definire, logistica, programma da rispettare. Per essere un buon coordinatore non basta essere bravo: devi anche conoscere le persone, le loro capacità e le loro inclinazioni per valorizzarle al meglio.

Come quando il manager dei Prodigy voleva parlare con Davide per chiedergli di scattare le foto ufficiali del gruppo prima e dopo il concerto. Puro, incomprensibile slang. Davide ha preferito lasciare il posto ad una ragazza della sua squadra che conosceva bene l’inglese americano: per lui, l’importante era far bella figura come team.

Gli artisti visti da vicino

Durante il suo lavoro Davide si è trovato più volte a fotografare artisti famosi: come quando ha saputo di essere stato accreditato al concerto di Lenny Kravitz, nel 2011. Aveva cominciato da poco come professionista e lavorava con un’attrezzatura limitata. Tempi calcolatissimi e cambi di obiettivo al volo: un servizio rocambolesco.

Home Festival, uno dei concerti fotografati da Davide
(Credit: Davide Carrer)

L’anno successivo è la volta dei Foo Fighters, nella loro unica data italiana: Davide fotografa la band in concerto, ma il promoter del gruppo gli chiede anche di girare dei video esclusivi ai Gaslight Anthem, uno dei gruppi spalla, per la promozione delle loro date italiane. Gli scatti dei Foo Fighters sul palco sono fantastici: cercate tra le pagine del suo sito web la foto di Dave Grohl e capirete cosa intendo.

Con alcuni degli artisti che ha fotografato Davide ha avviato collaborazioni che durano da tempo: come con Francesca Michelin, che lo ha ringraziato personalmente per le foto scattate durante l’ultimo concerto a Treviso, o come i Rumatera, con i quali il rapporto professionale si è trasformato in amicizia.

Davide Carrer ha lavorato come fotografo di concerti anche per Francesca Michelin
Francesca Michelin (Credit: Davide Carrer)

Forse uno dei ricordi più belli per Davide è legato ai Pinguini Tattici Nucleari: il manager della band – per inciso, lo stesso dei Rumatera – lo ha chiamato per realizzare la foto che il gruppo ha inserito nella locandina e sui biglietti dell’ultimo tour. In più, il figlio di Davide è salito sul palco durante uno dei concerti ed è stato coinvolto dalla band in una piccola chiacchierata. Immaginate cosa vuol dire per un bambino di sei anni – e per il suo papà – sentire il pubblico che scandisce il suo nome, come se fosse una rockstar!

Tra le collaborazioni consolidate, anche quella con il New Age Club di Roncade, con cui Davide lavoradal 2012. Durante i live organizzati dalla famosa location trevigiana ha fotografato anche molti artisti prima che diventassero famosi. Un esempio? I Thegiornalisti.

Un sogno nel cassetto

Davide fa il suo lavoro con passione ed è felice: si sente da come ne parla e, potete crederci o meno, si vede dai suoi scatti. Quando gli chiedo se ha un sogno da realizzare pensa subito ai ragazzi che hanno lavorato con lui: “Mi piacerebbe rimettere in piedi il team che ho coordinato all’Home Festival e creare una rete di professionisti che offrano un servizio completo: non solo fotografia ma comunicazione, social media, videomaking”.

La foto scattata per la promozione del tour dei Pinguini Tattici Nucleari
(Credit: Davide Carrer)

Poi sorride e aggiunge: “Forse però un sogno tutto mio ce l’ho”: mi racconta che vorrebbe seguire un artista o una band in tour, condividendo non solo il momento del live o il backstage, ma anche la vita fuori dal palco. Un sogno on the road, per un professionista che ha deciso di seguire la sua passione nel modo più bello e difficile possibile: imparando e crescendo, ma rimanendo sempre spontaneo, gentile e attento ai dettagli.

Link utili:

Sito web: https://davidecarrer.com/

Facebook: https://www.facebook.com/yourockphoto/

Instagram: https://www.instagram.com/davidecarrer.com_concerts/

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