Franco Ballin scarpe artigianali
Credit: calzaturificio Franco Ballin

Il calzaturificio artigianale Franco Ballin nasce negli anni ’70 a Fiesso d’Artico, sulla Riviera del Brenta. Un’azienda storica, che negli anni ha saputo adattarsi alle esigenze del mercato senza mai perdere la propria identità: e che, da qualche anno a questa parte, ripropone una propria linea a marchio.

Il calzaturificio artigianale Franco Ballin

La Riviera del Brenta: una lunga scia d’acqua tra Padova e Venezia dove i nobili veneziani stabilirono le loro residenze di campagna, a partire dalla seconda metà del trecento. Ma anche, da fine ottocento in poi, uno dei più importanti distretti calzaturieri italiani.

Oggi il distretto della scarpa della Riviera del Brenta dà lavoro a oltre 10 mila persone, se si considera anche l’indotto di filiera. Con 20 milioni di paia di scarpe prodotte all’anno, il fatturato dell’intero comparto arriva a toccare quota due miliardi di euro (Acrib 2019).

A metà degli anni ’70 Franco Ballin fonda la sua impresa, dopo aver lavorato nell’azienda del cognato. Fin da subito il calzaturificio fa dell’artigianalità la sua cifra distintiva: merito anche della lavorazione a sacchetto, utilizzata per i mocassini e per altre calzature che non prevedono l’uso di elementi rigidi. In questo tipo di lavorazione i passaggi sono moltissimi ma il risultato è una scarpa morbida, leggera ed estremamente flessibile, che può essere piegata con pochissimo sforzo.

Credit: calzaturificio Franco Ballin

Inizialmente il calzaturificio Franco Ballin propone calzature artigianali a marchio, con un vero e proprio boom di richieste alla fine degli ’80. Nel decennio successivo, invece, l’impresa cambia strategia, per adeguarsi alle mutate condizioni di mercato. Negli anni ’90, infatti, l’azienda inizia a lavorare come terzista per le grandi griffe della moda europea. Un settore difficile, sempre in movimento: collezioni, modelli e materiali cambiano velocemente, e non è facile stare al passo con le richieste dei clienti.

Franco Ballin, però, gioca l’asso: grazie ad una struttura produttiva e organizzativa flessibile, dove lavorano tecnici calzaturieri con un bagaglio ricchissimo di competenze, l’azienda riesce ad affermarsi anche sul nuovo mercato.

Oggi una linea a marchio proprio è tornata ad affiancarsi alla produzione per i grandi nomi della moda: un ritorno alle origini che rimarca la natura orgogliosamente artigiana e creativa del calzaturificio.

Credit: calzaturificio Franco Ballin

Seguendo la sua vocazione originaria, Franco Ballin propone anche un servizio per la creazione di scarpe “su misura”: una vera e propria esperienza esclusiva, tra personalizzazione sartoriale e Made in Italy.

I prodotti del calzaturificio

All’interno dello stesso stabilimento, il calzaturificio di Fiesso d’Artico produce modelli molto diversi tra loro. “Che siano scarpe eleganti o sneakers, operare come terzisti ci impone di essere estremamente flessibili. Nel tempo, abbiamo differenziato la produzione su richiesta dei committenti”, spiega Stefano Ballin.

L’azienda crede nella formazione e Franco Ballin è anche il presidente del Politecnico Calzaturiero del distretto, un centro di formazione e trasferimento tecnologico specializzato. Chiedo a Stefano Ballin quali caratteristiche deve avere chi vuole lavorare nel reparto produttivo di in un calzaturificio. Lui risponde senza esitazione: “La flessibilità. Le competenze tecniche di base sono scontate, anche se ci vogliono anni per perfezionarle sul campo: ma è la flessibilità a fare la differenza”.

Credit: calzaturificio Franco Ballin

Chi produce una scarpa su misura o in lotti molto piccoli deve saper utilizzare strumenti diversi: non è la ripetizione meccanica di una singola operazione, ma un lavoro specializzato e accurato. Un altro requisito fondamentale è la passione per il lavoro manuale: da noi moltissime lavorazioni sono ancora fatte a mano”.

Le scarpe in pelle del Calzaturificio Franco Ballin sono realizzate con pelle di qualità eccellente. Le pelli più pregiate, come quelle di pitone o di coccodrillo, vengono custodite in una piccola camera blindata. “L’intera filiera è tracciata e rigorosamente controllata. Ogni pelle ha il proprio certificato di origine, il certificato di concia e quello di importazione“, spiega Stefano Ballin.

Le pelli sono il materiale più usato anche per le linee a marchio dell’azienda, Corte della Scarpa e Garden. Le calzature da donna e da uomo Franco Ballin sono fatte per durare nel tempo, sia nei modelli più classici, sia nelle proposte più contemporanee.

Credit: calzaturificio Franco Ballin

Alle pareti dello store aziendale sono appese le forme in legno utilizzate per realizzare le calzature: non un vezzo da arredatore, ma il segno di un’eccellenza artigiana consolidata. Il cliente acquista un paio di scarpe Franco Ballin con la certezza di scegliere un prodotto d’alta gamma creato dal tempo, dall’esperienza e dalla capacità di cogliere e rielaborare stili e tendenze. Non si parla forse di questo, quando si parla di Made in Italy?

E poi, c’è il servizio su misura, il bespoke. Che merita un discorso a parte.

Eccellenza artigiana “su misura”

Perché scegliere una calzatura su misura? Per alcuni è un’esigenza, magari dovuta alla difficoltà di trovare nei negozi una scarpa adatta al proprio piede. Per molti altri, invece, si tratta di una scelta di gusto e stile: il desiderio di acquistare un prodotto artigianale unico ed esclusivo, completamente personalizzato.

Gli operatori di settore e le riviste specializzate (come La Conceria e Ars Sutoria, che al “su misura” hanno dedicato diversi articoli nell’ultimo anno) concordano nell’affermare che il bespoke non è più solo una moda emergente, ma un trend di mercato che si sta affermando.

Il Covid ha cambiato il modo di acquistare degli italiani: sempre più persone scelgono prodotti che durino nel tempo e che abbiano un valore, non solo economico. Il cliente premia l’esclusività e la qualità, ma anche la storia aziendale e il servizio. In tre parole: l’esperienza d’acquisto che vive.

Credit: calzaturificio Franco Ballin

Lo ribadisce Altagamma, la fondazione che riunisce le imprese italiane del comparto luxory. Nel comunicato stampa dedicato all’Altagamma Consumer and Retail Insight 2020 si legge: “Dopo il Covid-19 si cerca un lusso esperienziale, più discreto e intimo“.

Le scarpe su misura del calzaturificio artigianale Franco Ballin sposano in pieno questa tendenza. Misurazione accurata del piede e scelta ad hoc di forme e materiali, ma anche valorizzazione dell’esperienza artigiana e servizio dedicato. “Prima della pandemia ci capitava spesso di accompagnare i clienti a visitare lo stabilimento – racconta Stefano Ballin – Un modo per mostrare dal vivo la qualità del nostro lavoro e la complessità del processo di produzione”.

Ora il calzaturificio vuole continuare a raccontarsi, anche online. Il sito vetrina e l’e-commerce, in fase di avvio, integreranno l’offerta dello store aziendale. In questo modo, l’azienda punta a soddisfare le richieste di una clientela abituata ad acquistare sia in rete che offline, aspettandosi un servizio attento su entrambi i canali. Spiega ancora Ballin: “Attraverso il sito vogliamo far conoscere il calzaturificio, il suo modo di lavorare e i nostri prodotti, ma vogliamo anche invitare i clienti a visitare di persona il nostro negozio“.

Credit: calzaturificio Franco Ballin

È nello store aziendale di Fiesso d’Artico che la qualità del marchio si tocca con mano. A pochi passi dal laboratorio di produzione, il profumo della pelle e le curve pulite dei profili raccontano la storia di una calzatura affidabile e dallo stile definito: una scarpa che calza come un guanto.

Link utili:

Indirizzo: Via Tramazzo 10/4, 30032 – Fiesso D’Artico (VE)

Sito web: http://www.francoballin.it/

Facebook: https://www.facebook.com/cortedellapelle

Instagram: http://www.instagram.com/cortedellapelle/

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